Il quarto Chakra: ANAHATA, il puro Centro del cuore.

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Situato al centro del petto, sopra lo sterno, si trova leggermente a sinistra, nella regione del cuore.  Ha espressione sia anteriore che posteriore, ha la funzione di sovrintende all’amore verso se stessi e verso ogni forma di vita, influenza la capacità di amare e di lasciarsi amare dagli altri (‘io amo’).

Il suo colore è il verde, con sfumature verde-oro, oppure anche il rosa. La sua nota è il FA, il metallo il rame (venusiano, che – ossidando – vira al verde), l’elemento l’Aria, la sua vocale la corposa “a” che, come sempre, può essere utilizzata come mantra a favore della dinamizzazione di questo Centro.

E’ il luogo della compassione, della comprensione amorevole, del perdono e della gratitudine, che sono poi le qualità che è possibile sviluppare equilibrano e rafforzano questo Centro. Il IV è un Chakra-cerniera fra mondo materiale, e mondo spirituale; sotto di lui e sopra di lui tre più tre altri Chakra.

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Al suo centro troviamo la ghiandola del Timo, che appartiene al sistema linfatico e, più in generale, a quello immunitario nel quale svolge importanti funzione di difesa. Sono coinvolti a questo livello: cuore, apparato circolatorio e respiratorio, polmoni ed arti superiori. 

Gli squilibri del IV Chakra fisicamente possono portare: asma, ipertensione, problemi cardiaci e polmonari, dolori alle braccia ed al petto, carenze del sistema immunitario, allergie, problemi alla ghiandola del timo, alcune malattie autoimmuni, sensazione di mancanza del respiro, problemi al seno, arteriopatie, varici.

Mentalmente invece abbiamo sempre le due possibilità: squilibrio per carenza, che può comportare comportamento antisociale e isolato, difficoltà nelle relazioni sentimentali, intolleranza nei confronti di se stesso e degli altri, mancanza di empatia, paura delle relazioni, scarsa accettazione. Oppure uno squilibrio per eccesso: fissazioni di gelosia, atteggiamenti molto esigenti e/o difficoltà a stabilire dei confini, sacrificio nei confronti degli altri….

Quando invece questo centro è armonia e funziona correttamente, abbiamo relazioni appaganti e riusciamo serenamente anche ad amare noi stessi.

Diversamente sarà il contrasto a dominare i nostri rapporti, si tenderà a sabotare le relazioni con gli altri, per mancanza di fiducia, o per eccessiva rabbia o rancore. Spesso hanno problemi a lasciar fluire liberamente l’energia di questo Chakra le persone con una forte spinta all’indipendenza; ci vuole loro tempo ad accogliere l’altro nella propria intimità, senza sentirsi ‘invaso’ nel proprio spazio. Molte persone di gran cuore sono state in gioventù chiuse e diffidenti. L’azione libera di questo Chakra richiede molto lavoro di autoriforma!

Anahata significa: non colpito, inattaccabile; esso ha la capacità di stabilire relazioni e di entrare in risonanza con ogni cosa; in esso immagini, suoni, parole (e anche sogni) si trasformano in sentimenti. Qui risiede la compassione del Bodhisatwa colui che si impegna per l’illuminazione altrui, la massima espressione e dedicazione della volontà maturata nel III Chakra che prepara ed affina le percezioni del Terzo occhio (nel successivo V Chakra): la devozione del cuore ci rende infatti ricettivi anche a ciò che è impercettibile.

Amare senza calcolo (senza aspettarsi o pretendere nulla in cambio), amare senza dipendere (paura dell’abbandono) o in modo esclusivamente co-dipendente, sono tutti aspetti dell’amore non maturo, su cui lavorare per la nostra evoluzione.

Nello stadio evolutivo umano, questo Chakra prende il suo ritmo dai quattro ai sette anni.

Gli indici grafologici più adatti a valutare l’equilibrio del IV Chakra sono il Largo di lettere e tra lettere, in considerazione del fatto che ogni lettera rappresenta l’Io, la persona che scrive, ogni lettera successiva l’altro (l’altro da me) e lo spazio fra le lettere lo spazio di ascolto che si è in grado di offrire. Di conseguenza tutto ciò che ha a che fare con questi spazi.

Di solito i bambini e i giovanissimi non lasciano spazio fra una lettera e l’altra; l’ascolto dell’altro è una abilità che si conquista, prima si è troppo presi da sé stessi. Infatti le Lettere addossate (vedi Glossario) sono frequenti fra gli adolescenti, segno di apprensione intellettiva e affettiva. Quando il segno perdura nell’età adulta (e, solitamente  il calibro si riduce), ecco affiorare (o persistere) le difficoltà relazionali. Il torace di chi ha Lettere addossate è poco sviluppato, il respiro come trattenuto, manca la serenità.

ME 3 Jacopo Colombo (Marina)Intozzata II modo (tratto sporco, come ingolfato) aggiunge emotività al contesto.

Le grafie curve sono quelle più predisposte agli scambi affettivi, ma quando Curva è quasi ‘tonda’, può sia generarsi una domanda di attenzione affettiva infantile ed eccessiva, oppure un’eccessivo sacrificio di sé:

ME 6 Raffaella Sirimarco

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Sopra, la seconda grafia è molto Curva, con Lettere addossate, calibro grande (come la precedente), ed è anche Accartocciata.

Anche chi ha una le grafia con un grado  sopra la media di Accurata (sotto) non accede facilmente all’amore sincero, perché tendente a poca spontaneità, troppo preso com’è dalla forma e dall’apparire, non ‘vibra’. Occorrerà studiare bene il contesto generale della grafia e distinguere se si tratti di Accurata spontanea, compita o studio (Glossario).

Accurata, asteggiate p

Il riccio del Soggettivismo (sotto) toglie un po’ di autenticità all’ascolto dell’altro (si trova in finale di parola, somiglia alla sbarratura su un assegno, come per affermare: “questo è quanto!”); secondo Moretti in un uomo questo gesto fuggitivo ha anche il significato di Ammanieramento, quindi – di nuovo – scarsa spontaneità.

Soggettivismo

Una grafia ariosa, curva di base (Larga di lettere), con buoni spazi equilibrati, attaccata, sobria (senza eccessivi ricci o stravaganze), con calibro tendente al medio, tratto elastico e pastoso, pressione né eccessivamente filiforme, né troppo marcata e con un buon chiaro-scuro (differenza di spessore fra tratti ascendenti e discendenti) è la miglior espressione di un IV Chakra dinamico e in ‘buona salute’. Anche la respirazione fluisce armoniosamente e così pure i sentimenti e l’autostima, in un scambio sereno di va e vieni; di sereno scambio fra l’Io e il tu:

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Fig.-1-Enrico-FermiUna cosa è certa, il cuore si allena! Occorre entrare consapevolmente nell’energia del IV Chakra, portando e vivendo amore e compassione, solo così si potrà dare pieno significato alla propria esistenza. Per cominciare l’allenamento: respiriamo, respiriamo, respiriamo, sorridiamo (prima di tutto alla vita), esprimiamo gratitudine tutte le volte che riceviamo un sorriso, una gentilezza, un qualunque anche piccolissimo dono e….ricambiamo in anticipo!

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