Più di un lettore mi chiede informazioni sul mancinismo, ecco alcune riflessioni.

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E’ indubbio che la grafia dei mancini (coloro che scrivono con la mano sinistra) presenti  difficoltà oggettive maggiori o perlomeno peculiari, rispetto a quella del destrimane nel nostro sistema di scrittura che procede da sinistra verso destra. Mentre infatti il destrimane può vedere ed osservare la propria grafia mentre viene eseguita, il mancino invece ci passa sopra con la mano e la copre, eseguendo il proprio tracciato con braccio e mano in tensione, invece che in estensione.
Il destrimane trascina, in un certo senso, la propria grafia, il mancino invece la spinge, procedendo come contro-corrente.
La grafia del mancino solitamente presenta delle forme originali, talvolta innovative, talvolta un po’ ‘bizzarre’ , è vero, inoltre tende a staccare più spesso la penna fra le lettere, tuttavia questi stacchi, piccoli e vivaci, non partecipano sempre autenticamente al segno Staccata, ma sono agevolazioni, creazioni, soluzioni che il mancino deve inventarsi per uscire da una oggettiva difficoltosità di percorso.
La grafia del mancino può essere veloce e originale oppure lenta, scolastica e precisa a causa del bisogno di controllo. Chi scrive con la mano sinistra di fatto ‘copre’ il tracciato che via via si viene delineando e deve operare, soprattutto in giovane età, una continua verifica di quanto viene producendo.
Tuttavia i segni grafologici, la cui idea o progetto si forma a livello della neocorteccia cerebrale, sono gli stessi per i destrimani e per i mancini. Le difficoltà di percorso sono dunque solo in (minima) parte dovute alla scomodità oggettiva di scrivere con la mano sinistra, procedendo verso destra e invece, come per tutti, seguono e descrivono una data indole soggettiva.
Conosciamo tutti illustri mancini quali Leonardo da Vinci, Beethoven, Einstein, il presidente americano Barack Obama e persino Bill Gates e pare che tutti i mancini abbiano un gene in più rispetto ai destrimani (1) che si tradurrebbe in un vantaggio, soprattutto in campo creativo.
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Accanto, la grafia speculare del mancino Leonardo.
Di solito vi sono più mancini uomini che donne (11% contro il 13% nell’europa centro-meridionale), meno in Asia e nei paesi arabi, un po’ di più in nordeuropa e Stati Uniti, in gran parte per quanto siano o siano stati contrastati. Nei paesi Arabi i mancini ‘naturali’ tendono ancora a camuffarsi da destrimani, in Italia il mancinismo è stato contrastato più o meno apertamente anche a scuola fino agli anni ’70!
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Oggi si sa che con qualunque parte del corpo scriviamo, realizziamo le stesse forme e legamenti, ovviamente con diversa competenza e scioltezza. Sia che scriviamo con la mano destra, la sinistra, la bocca, il piede o persino se giriamo con un’auto sulla sabbia, tenderemo a riprodurre ‘tracce’ riconducibili sempre al nostro psichismo.
Occorre sapere se uno scritto è stato vergato con la mano destra o la sinistra per dare un’equa valutazione soprattutto delle inclinazioni letterali, dell’uso dello spazio e della velocità, o per ben inquadrare la dinamica alla base dell’esecuzione di alcune lettere in modo ‘speculare’ (più frequente nei bambini mancini, ma non loro esclusiva).
Per l’analisi della grafia del mancino si applicano le stesse leggi grafologiche che si usano per ogni gesto grafico (dallo scarabocchio, al disegno, alla scrittura eseguita in qualunque modo e in qualunque alfabeto). Si veda:

http://consulenzeingrafologia.it/ebook/, sugli ‘altri alfabeti’ e mancinismo.

(1) – F.McManus: “Right hand, left hand”, London University College, Londra 2001