L’autrice

Iride Conficoni, grafologa di lungo corso, già docente della Scuola Grafologica d Urbino e già Presidente dell’Associazione Grafologica Italiana, attiva collaboratrice dell’Istituto Grafologico Internazionale “Girolamo Moretti” di Urbino e di questa stessa rivista (Scrittura, numero 184), ha dato alla luce una nuova opera ben curata e articolata, per i tipi dell’editrice Epsylon di Roma, da anni attenta alle tematiche riguardanti la grafologia.

Il testo: ‘Voce e scrittura’, è introdotto da attente riflessioni di P. Fermino Giacometti, Presidente dell’Istituto grafologico internazionale ’Gacomo Moretti’, che esplicita bene l’opportunità di approfondire, per il grafologo moderno, la relazione voce-grafia, quali espressioni autentiche della persona umana, sviluppando la traccia indicata dal Maestro sia nel Trattato, sia nell’opera ‘Il corpo umano dalla scrittura’, e in tutta la sua filosofia che ha sempre descritto e avvicinato la persona come unità totalmente originale e integrata, nella quale fisicità, fisiologia, razionalità, affettività e relazionalità sono dimensioni distinguibili, ma non separabili.

 Partendo dallo studio delle opere morettiane, commentate nelle varie edizioni, da queste e dalla personale esperienza e dall’incontro fecondo e lunga conoscenza con la logopedista e psicoterapeuta Paola Cadonici, Iride Conficoni ha raccolto ed ampliato le indicazioni del Moretti circa la relazione tra voce-parola e grafia, entrambe sofisticate attività peculiari dell’essere umano, aprendo la strada ad ulteriori approfondimenti da parte degli studiosi a venire, offrendo loro tracce interessanti e documentate dalle quali dare avvio ad ulteriori, auspicabili, ricerche.

Il denso testo risulta suddiviso in due parti principali

La prima parte affronta varie riflessioni sia sulla voce che sulla scrittura, con documentati riferimenti bibliografici e la descrizione di otto tipologie di voce accompagnate dai relativi indici grafologici significativi e descritte tenendo conto di tono, timbro, altezza, intensità, modo.

Diversi tipi di voce (alcuni esempi)

A titolo esemplificativo ne citiamo tre: la voce da comando, spesso calda e pastosa, tipica di chi tende ad occupare tutto lo spazio nell’ambiente e nello spazio comunicativo, che può presentare varie possibili combinazioni grafologiche, come Intozzata I modo, Calibro alto, Solenne, Dritta, Recisa, Ampollosa, con possibili Ricci del soggettivismo.

La voce depressa, che suona come trascinata, carente di freschezza, in cui traspaiono pesantezza e stanchezza di vivere; Discendente, Curva elevato, Lenta, elementi di Flemma.

La voce bipolare, che difetta di stabilità e coerenza e riflette gli sbalzi umorali e l’ambivalenza di fondo di chi scrive; Disordinata, Non omogenea, alternanza di Ascendente-Discendente-Mantiene il rigo; Impaziente-Scattante/Disordinata-Impulsiva, per non citare che degli esempi, poiché, come la stessa autrice specifica, non si tratta di tipologie esaustive.

Come voce esasperata o da provocazione, viene ripresa l’analisi grafologica sulla grafia di Otto Bismark, eseguita sia da Moretti, sia della stessa Conficoni, con aggiunta delle opportune osservazioni relative alla voce.

Tuttavia, gli otto esempi proposti coprono già una buona gamma di comportamenti vocali (e conseguentemente grafici) che offrono lo spunto per la ricerca di ulteriori sfumature, una stimolazione che starà al lettore, curioso e volenteroso, eventualmente sviluppare.

Ogni persona sviluppa non tanto la norma, quanto la propria norma di comportamento, rintracciabile in ogni aspetto della propria espressione di sé, vocale, grafica, ma anche posturale e prossemica; in altre parole il modo in cui scriviamo, parliamo, ci atteggiamo, camminiamo, ha qualcosa di comune, parla di noi, del nostro personale modo di rapportarci al mondo, al prossimo e anche a noi stessi. Il testo offre uno spaccato sia teorico, sia procedurale su come addentrarsi nella possibile decodifica -non certo giudicante, ma di aiuto- della specifica persona.

Dalla normalità, o armonia vocale, al disagio della voce, si possono percorrere vari itinerari, ciascuno con il proprio backround e le proprie legittimità ed anche con i propri punti di leva per poterne uscire, questo l’aiuto che anche la grafologia può offrire, sempre senza sconfinare dalle proprie competenze, come saggiamente e a più riprese, suggerisce l’autrice.

Non manca un’utile ricapitolazione della fisiologia del gesto grafico, la cui esecuzione richiede abilità e prerequisiti che coinvolgono fra gli altri lo sviluppo del sistema nervoso; di quello motorio; l’organizzazione spaziale e un buon grado di maturazione affettiva, ai quali, come per i primi balbettii della voce, prime forme del linguaggio verbale, si giunge attraverso le prime tracce quali lo scarabocchio e il disegno. Entrambe le espressioni studiate in parallelo comportano movimento, comunicazione, simbolo.

Esempi di disfunzioni vocali

La seconda parte del testo è dedicata all’analisi di due disfunzioni vocali; disfonie e balbuzie, le cui considerazioni sono arricchite dalla collaborazione con la dottoressa Paola Cadonici, già autrice di interessanti testi sulla voce umana.  Ciascuna delle due sezioni è documentata da dieci casi clinici – trattati da Paola Cadonici in qualità di foniatra e psicoterapeuta – accompagnati dalle attente considerazioni grafologiche di Iride Conficoni, partendo dalla grafia, talvolta anche dai disegni degli stessi soggetti analizzati, cioè cercando di mettere in relazione il malessere-disturbo vocale con la condotta del gesto, o comportamento, grafico, sulla scia di quanto già intuito da Girolamo  Moretti, che al rapporto grafia-voce ha dedicato un intero capitolo nel suo Il corpo umano dalla scrittura, offrendo già ampie e stimolanti differenziazioni ed esemplificazioni.

Grafia di alcuni famosi balbuzienti

Oltre alle dieci esemplificazioni dei casi clinici, viene riproposta l’approfondita analisi grafologica (Moretti e poi Conficoni) sulla grafia di Alessandro Manzoni, uno dei famosi balbuzienti, insieme a Cartesio, Calvino, Churchill ed altri.

Voce-parola e scrittura parlano la stessa lingua

Si tratta indubbiamente di un testo di ricco stimolo e denso valore pedagogico per il consulente grafologo, in un’ottica di conoscenza della persona umana nella sua unicità e unitarietà, ma anche un chiaro esempio di lavoro multidisciplinare, in cui varie figure professionali, in questo caso grafologo e foniatra-psicoterapeuta, ciascuno nel proprio ambito, ma con un occhio aperto e collaborativo all’approccio tecnico dell’altro, si adopera per la conoscenza, la consapevolezza e l’aiuto alla persona umana. Si tratta di un esempio sicuramente stimolante per molte figure professionali e ci piace notare come questo felice ‘tandem’ sia stato realizzato (fatto questo già di per sé piuttosto raro) da due professioniste donne.

Non mancano nel corso della trattazione anche citazioni interessanti che attingono dalla cultura popolare, letteratura, poesia, mondo musicale. Conclude la Prefazione dell’autrice il bell’acrostico, come un manifesto su ciò dovrebbe ispirare ogni intervento nelle relazioni di aiuto e certamente ispira tutta l’opera:

A come Ascolto, ma anche Attenzione verso l’altro.

M Meraviglia e allo stesso tempo Motivazione alla conoscenza.

O Osservazione

R Rispetto verso l’altro ed anche Responsabilità verso ciò che si sta facendo.

E Etica, con Empatia nei confronti dell’altro, ma anche Ecologia, cioè garantire una visione dinamica e sistemica dei vari aspetti emergenti.

Glossario

Chiude il testo un utile, sintetico glossario dei termini della grafologia morettiana, per rendere a tutti i lettori, soprattutto ai non grafologi o ai grafologi di altra Scuola, di meglio seguire le argomentazioni più tecniche dell’autrice.

Valeria Zacconi