Come scrive(va) la nostra gatta.

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(dal mio e-book omaggio, con piccola ‘appendice’)

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Guardo la gatta muoversi tutta felpata per casa, morbida, discreta, eppure così presente! Il suo respiro, le sue fusa, il modo che ha di rispondere ai richiami con un piccolo gorgheggio vellutato, come ti tocca quando gioca con te, attenta a non graffiarti con le unghie. C’è chi dice del proprio animale domestico ‘gli manca solo la parola’, alla mia gatta invece ‘manca solo la scrittura’. Le manca perché gli animali, eccetto l’homo sapiens sapiens, non scrivono, esprimono tuttavia ogni loro emozione, ogni intenzione e sentimento con tutta l’espressività che è propria alla loro specie e noi, quando li conosciamo e li amiamo questi animali, sappiano decifrarne i messaggi, siano essi vocali, o gestiti con lo sguardo, gli arti, la coda…Ma se scrivessero i nostri cari ‘pets’, come sarebbe il loro gesto grafico? Vi propongo un altro gioco, diciamo così, a ritroso. Immaginare (e qui il gioco sconfina un po’ nella fiaba) come sarebbe la grafia del nostro animaletto adorato secondo le caratteristiche salienti che gli conosciamo essere proprie. Vi parlo della mia gatta, a titolo di esempio. Nata e precocemente rimasta sola in un cimitero, Kami è stata adottata due volte; la prima dalla famiglia che l’ha trovata, andando a seppellire il nonno e l’ha ospitata nella sua casa, accudita dall’ex badante; quando poi la mia famiglia ed io abbiamo abitato per qualche mese l’appartamento ammobiliato che era stato del nonno, ci siamo presi cura della gatta. All’inizio si trattava di una gattina piccola è un po’ storta, tutta nera e con collo e zampine bianche, a mo’ di ghetta. Aveva tutta l’aria dell’orfanella e respirava male. In quel primo periodo, in cui si chiamava ancora Camilla, fu anche sterilizzata e curata per acciacchi vari, ma mostrava già sia la vivacità tipica dei cuccioli; appena poteva, faceva grandi scorribande fra i braccioli e il bordo dello schienale del divano, come fosse una pista, sia la tendenza compassionevole e taumaturgica di avvicinarsi alle persone malate o sofferenti (mal di testa, di pancia, abbattimento……) che passavano per casa e accoccolarsi vicino alla loro parte dolente e ‘covarla’ amorosamente. Con gli anni le scorribande si sono contenute, ma la vivacità dell’occhio e delle movenze esprimeva sempre eleganza e benevolenza; due grandi belle qualità che per Kami (col secondo trasloco e il definitivo trasferimento in casa nostra Camilla è ufficialmente divenuta Kami, alla giapponese), sembrano proprio mostrare qualcosa di vicino a ciò che p. Girolamo Moretti avrebbe chiamato la sua “Passione predominante”. Fingo che Kami mi abbia scritto una nota, come fanno i miei figli e, solo per questo nostro gioco, oltre a leggerla, la ‘guardo’. Foto del 42784307-02-2455968 alle 11_53 Come ho già scritto altrove, nell’e-book e sul sito (www.consulenzeingrafologia.it), solitamente non mi occupo del contenuto degli scritti che mi vengono sottoposti per lavoro e, viceversa, non analizzo le grafie di chi scrive proprio a me, privatamente, soprattutto se persona a me vicina Il tratto è vellutato, nell’insieme ha una pressione piuttosto delicata, perché a Kami interessa la tenerezza nelle relazioni affettive; le lettere e i risvolti sono per la massima parte curvi, solo ogni tanto piccoli angoli smussati, mi confermano il suo carattere poco permaloso e testardo, sempre incline a lasciar correre e a non impuntarsi sulle cose, soprattutto quando si tratta di noi di casa….Riconosco nelle lievi accuratezze della sua grafia il savoir-faire che la porta a correre verso il suo ‘grattino’ appena ci sente rientrare, perché sa che dopo, come un premio, ….arriva la pappa. E ti guarda come per dire:’visto come sono brava?’, mentre gratta sul suo pupazzo di corda, appeso al termosifone di cucina. Intreccio la descrizione della grafia con note biografiche perché ogni ‘scrivente’ ha una storia, e nella sua storia (che è fatta di eventi, ma anche di ‘pensieri’ su questi eventi) affonda le radici, il gesto grafico e si tinge di tutto ciò che il soggetto ha personalmente vissuto e conosciuto diciamo ‘con l’anima. Il Moretti ha definito quattro temperamenti grafologici, sotto ognuno dei quali si raggruppano vari ‘indici’ atti a meglio definirlo; Assalto, Attesa, Resistenza e Cessione. Ognuno di noi appartiene di solito a più di un temperamento, con una propensione di un tipo per quanto riguarda l’intelligenza, e magari un’altro per quanto riguarda l’affettività o il modo di agire, ma se dovessi dire qual è il temperamento prevalente in Kami, direi che è senz’altro l’Attesa, soprattutto per la delicatezza, l’attenzione al prossimo, la capacità di contatto, i modi calmi e discreti. Sicuramente Kami scrive(rebbe) in modo fluido, molto scorrevole, armonico, con le lettere un po’ pendenti verso destra, veloce, ma non precipitoso, anche perché la sua non è una grafia molto grande (direi di calibro medio), in più è leggera e curva, scorre via agile, non si crea ostacoli. Immagino la nota di Kami e vedo il suo sguardo gentile, a volte in famiglia diciamo che è una gatta-cane, per questa sua caratteristica e anche perché si accorge quando uno di noi sta per rientrare a casa fin da quando apre il portone di sotto e corre alla porta come farebbe un cane, appunto. E’ così attenta alle nostre esigenze, sembra che abbia un vero ‘fiuto’ psicologico, quindi gli assi delle lettere s’inclinano leggermente ora a destra ora a sinistra, creando come una danza; il ’segno’ grafologico Sinuosa che qualche volta, ma solo ogni tanto, diventa un po’ più serrato e quindi Contorta: la nostra gatta è gentile, ovviamente sorniona e attenta. Kami non c’è più…… Kami si è spenta sabato scorso fra le braccia della sua ‘mammina’ umana, mia figlia. E’ stata con noi solo nove anni e lascerà un gran vuoto, ma anche un gran ‘pieno’, una lezione di vita, oserei dire. Cara! E’ stata vicina a chiunque soffrisse, forse ha assorbito anche le disarmonie, quando ci sono state, della famiglia e degli affetti. Oggi l’abbiamo seppellita nel giardino di casa, da dove potremo inviarle un pensiero grato e un bacio quotidiano, dalle nostre finestre! Con noi c’erano la veterinaria, il giardiniere, e parte del vicinato commosso….. Buon riposo piccolo tesoro! foto

By | 2014-04-17T18:11:29+00:00 aprile 17th, 2014|Eventi, Grapho bar|Commenti disabilitati su Come scrive(va) la nostra gatta.

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Nel 1984 mi diplomo presso la Scuola Superiore di Studi Grafologici di Urbino con specializzazione in grafologia peritale sotto la guida del Prof Bruno Vettorazzo. Mi iscrivo all’elenco degli Esperti e periti del Tribunale. Oggi propongo counseling grafologico aziandale-professionale-scolastico per la crescita e il benessere ....a tutte le età.