Come è nato il mio libro

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Vi racconto la lunga ‘gestazione’ del mio libro: ‘Grafologia del cambiamento – Il gesto grafico nei percorsi di crescita personale’.
L’idea in realtà è stata di un editore, affascinato dall’argomento e forse convinto dai post che pubblico su questo blog da anni.
Con l’editor abbiamo buttato giù una possibile ‘scaletta’, una possibile lunghezza del testo, una possibile presenza di illustrazioni e il loro formato.
Tutta eccitata (lo ammetto, le committenze mi motivano a scrivere, altrimenti mi limiterei a leggere e prendere appunti; penso di essere un’ attiva un po’ …pigra!), tutta eccitata, dicevo, mi metto all’opera. Scrivo di getto, scartabello anni di appunti, resoconti di corsi e incontri, sfoglio ‘vecchie’ grafie dal mio schedario e ne raccolgo di nuove. Noi grafologi abbiamo sempre bisogno di grafie ‘fresche’, sono la materia prima per il nostro lavoro, soprattuto quello divulgativo!

Passano mesi e finalmente sono pronta per inviare un corposo materiale all’editor, sperando in un positivo feedback, anche perché io mi ero attenuta a tutte le consegne, con le migliori intenzioni. Nessuna obiezione circa i contenuti, tuttavia molti problemi riguardo le immagini! A quanto pare quelle che io credevo di rilevare correttamente, a detta del mio scanner, forse un po’ troppo casalingo, con risoluzione a 300dpi (chi può capire, capisca, gli altri siano fatalisti…), risultavano invece, in arrivo, a soli 70 dpi, cioè non utili per la decente pubblicazione su un libro cartaceo (probabilmente sarebbero state sufficienti per l’online).

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Terrore! dopo mille tentativi e qualche generoso contributo del mio fantastico webmaster  (adesso però si fa chiamare in altro modo, tipo webmarketingspecialist, io sono sempre un po’ retrò), non si arriva a molto. L’editor si spazientisce e, prima ancora che si firmi il contratto, mi manda al gas!


Pazienza, io intanto il mio primo ‘parto’ l’ho fatto: dal mio punto di vista il lavoro sta in piedi e offre una serie di spunti per i lettori, certamente curiosi, cui intende rivolgersi.

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Passano ancora settimane e una sera decido di riconsultare un libro sui Fiori di Bach dal linguaggio per me stimolante e dall’impostazione grafica molto sobria. Resta accanto a me, vicino al letto, per qualche giorno e finalmente una mattina presto (è al risveglio che di solito vengo colta da improvvise intuizioni), osservo con attenzione i dati sulla copertina e scopro un editore per me nuovo,  di cui non si riporta l’indirizzo. Lo cerco in internet e lo contattato, spiegando di cosa mi occupo e cosa avrei da proporre. Dopo poche domande ‘mirate’ che però, contrariamente a quelle pretestuose e futili che talvolta mi vengono poste, mi rendono sollevata nel rispondere, apprendo che: a) le pagine da computer rendono circa una volta e mezza su un testo stampato e, di conseguenza: b) il mio libro è un po’ troppo lungo per rientrare in un certo prezzo di copertina e vari altri aspetti inerenti la pubblicazione. 
Nonostante una serie di osservazioni tecniche che ‘sgonfiano’ un po’ il mio entusiasmo artigianale, alla casa editrice si rendono disponibili a considerare la pubblicazione del mio materiale (fra l’altro questo editore è specializzato in saggistica perlopiù dedicata ad argomenti di benessere personale e non ha ancora opere di grafologia nel suo nutrito catalogo). 
Decido quindi di inviare di nuovo il testo, ma ‘scorporato’ di una parte che sarà il nucleo di una successiva pubblicazione e apprendo:

c) che un autore che viene presentato con due opere in catalogo è preso più in considerazione di uno che ne ha solo una. Apposto: ‘two birds with one stone!’ (che suona meglio del nazionale: ‘due piccioni con una fava!’).
 Inizia così un lungo lavoro di rifinitura; ancora qualche lotta per le immagini, ma questa volta vengo sostenuta dall’editor e dal suo staff, senza nervosismi.

Si firma il contratto, si definisce il titolo, si disegna la copertina, insomma: si fa sul serio e, soprattutto, si lavora in squadra! 
Uno dei miei ex insegnati della Scuola di Grafologia di Urbino redige una generosa presentazione…e via!

Ho finalmente le mie duecento pagine, per la prima prova di stampa, su carta e fra le mani.

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Il libro è finalmente pronto! Le illustrazioni non sono sempre l’ideale, ma rendono l’idea di quanto affermo via via, in fondo non si tratta di un manuale o di un testo di studio vero e proprio, ma di una serie di sollecitazioni da e verso la grafologia. E’ dedicato a chi cerca attivamente una strada di evoluzione, che sia attraverso terapie (più o meno lunghe, più o meno fisiche), chi si affida all’occidente, chi all’oriente, per arrivare a sviluppare le proprie più autentiche potenzialità e, perché no, trovare la propria missione nella vita.

Per i grafologi o gli appassionati di grafologia offro nuovi spunti, come la descrizione dei sette Chakra o dei tre Dosha dell’Ayurveda, per ampliare i riferimenti temperamentali e/o le tipologia cui siamo soliti riferirci (e che in gran parte vengono riassunte nel libro, con qualche esempio grafico). Per i curiosi abbino attività che probabilmente amano e praticano (yoga, pnl, fiori di Bach, psicosintesi, meditazione…) alla ‘traccia’ grafologica.

Insomma, si tratta di un’opera ‘trasversale’, certamente non esaustiva, ma mi auguro soprattutto stimolante!

Con affetto,

Valeria

 

By | 2017-05-04T11:47:21+00:00 giugno 17th, 2016|Benessere, Eventi, Recensioni e contributi|Commenti disabilitati su Come è nato il mio libro

About the Author:

Nel 1984 mi diplomo presso la Scuola Superiore di Studi Grafologici di Urbino con specializzazione in grafologia peritale sotto la guida del Prof Bruno Vettorazzo. Mi iscrivo all’elenco degli Esperti e periti del Tribunale. Oggi propongo counseling grafologico aziandale-professionale-scolastico per la crescita e il benessere ....a tutte le età.