Boille Kandinskj

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Il gesto essenziale
e la dinamica creativa nell’artista

Nicole Boille

Esiste un sigillo dell’artista, un suo gesto-tipo, nella sua arte, nel suo disegno, nei suoi studi, nella sua grafia?

Pittura, scultura, disegno, incisione, altrettante espressioni della mano di un artista, come lo è anche la sua scrittura.
KandinskyRitrovare nell’incanto del tocco, nell’incisione del bulino, o nel combattimento scultoreo, un’impronta comune con il grafismo, con la spontaneità del gesto scritturale, rappresenta certamente un’appassionante sfida.
L’insigne critico d’arte Jean Cassou è stato sensibile a questa sorta di comunione gestuale, e così si è espresso: “Noi, testimoni, noi spettatori, ammiriamo particolarmente e con una particolare emozione umana questa unità quando vediamo confondersi in lei il gesto plasmatore dell’artista e la sua grafia”
Quando abbiamo scelto come simbolo dell’associazione Arigraf un disegno di Kandinsky, era proprio per la sorprendente analogia tra disegno e gesto-tipo della grafia, ancora più sintetizzato nella sua firma.

Anche Henry Moore scultore che spazia dalla figurazione all’astrazione e che scolpisce nella massa della pietra, del legno o del metallo, evidenzia un suo gesto essenziale.
In queste maiuscole, tale gesto sembra riassumersi: larghe e potenti forme architettoniche, dal tratto fermo, dal legame imperioso, dall’oscillazione eteroclina degli assi letterali, una configurazione in sintonia con molte sue sculture.
Nel suo grafismo corrente, vivace e sensibile, l’agilità intelletiva quanto l’ansia sembrano trovare sfogo solo nella potenza espansiva della firma.
Si tratta di una configurazione gestuale che rende conto del forte ideale dell’Io, del narcisismo secondario, dell’inflazione dei desideri, della vitalità serena dell’artista, disponibile all’evento creativo: “Il primo buco forato in una pietra è una rivelazione”, ha detto Moore, facendo trapelare questa simbiosi tra ispirazione e “atto conscio della creatività” come ha definito Didier Anzieu l’atto di creazione.
Uno sguardo ancora a Gaston Chaissac, contadino autodidatta, che fu precursore dell’art brut esplorando spontaneamente ogni materiale rustico, realizzando sculture in scorza d’albero nonchè collagesvari, e che fu notato nel dopoguerra da alcuni artisti famosi dell’epoca.
Osserviamo la sua grafia da grande adolescente alquanto disgrafico, dove le forme contorte e il tratto nutrito combaciano del tutto con il suo disegno, il quale, attraverso il colore, esprime maggiormente la sensualità: ambedue, disegno e grafia, sprizzano di umorismo ludico infantile.
Sarebbe evidentemente un errore pensare che si possa trovare in modo palese una sorta di algoritmo comune alla grafia e all’opera. In molti casi si tratta piuttosto di individuare una correlazione grafo-psicologica, e l’indagine grafologia sarà molto diversa a seconda dei casi.
Per tale indagine ci rifacciamo alla poderosa ricerca di Didier Anzieu, uno delle più eminenti figure della psicologia dinamica del dopoguerra, e in special modo alle sue ricerche sul processo delle fasi della creazione, che ha saputo individuare.
Per illustrare l’indagine più psicologica, abbiamo scelto quattro artisti: Amedeo Modigliani e Raoul Dufy, René Magritte e Joan Mirò, e presentiamo una sintesi su ognuno in una tabella.
Il contrasto tra la scrittura solare di Dufy e quella saturniana di Modigliani è stridente. La gioia spontanea dell’uno si oppone allo spleen angosciato dell’altro.

By | 2016-12-12T01:31:30+00:00 dicembre 12th, 2016|English, Eventi|Commenti disabilitati su Boille Kandinskj

About the Author:

Nel 1984 mi diplomo presso la Scuola Superiore di Studi Grafologici di Urbino con specializzazione in grafologia peritale sotto la guida del Prof Bruno Vettorazzo. Mi iscrivo all’elenco degli Esperti e periti del Tribunale. Oggi propongo counseling grafologico aziandale-professionale-scolastico per la crescita e il benessere ....a tutte le età.